Home » Casa

Pagella verde con regole uniche

Pubblicato il: 14 settembre 2015 • Argomento: Casa

Dal 1° ottobre il rilascio dell’Ape avverrà secondo criteri fissati su base nazionale

prestazione-energeticaDal 1° ottobre cambia la modalità per il rilascio dell’attestato di prestazione energetica (Ape) di un edificio o di un’unità immobiliare.
La novità discende da tre decreti ministeriali del 26 giugno 2015, firmati dal ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi, e dai colleghi di altri quattro ministeri coinvolti (Infrastrutture, Ambiente, Difesa e Semplificazione): gli atti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale 162 del 15 luglio 2015 e riguardano, rispettivamente, l’attuazione della direttiva europea 2010/31/Ue (e della legge 90/2013 in Italia) per ciò che riguarda i requisiti minimi e le modalità di calcolo del rendimento energetico degli edifici, il rilascio del relativo attestato di certificazione e la compilazione della relazione tecnica di progetto che attesta la rispondenza dello stesso alle prescrizioni per il contenimento dei consumi.

Parametri e metodologia

Oggi l’Ape (ancora compilato nella pratica come un vecchio Ace o attestato di certificazione) tiene conto del solo fabbisogno richiesto per garantire il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Dal 1° ottobre saranno, invece, considerati tutti i servizi energetici presenti nell’edificio: riscaldamento, acqua calda sanitaria, raffrescamento, ventilazione, e, per il non residenziale, illuminazione e sistemi di trasporto (ascensori e scale mobili).

Per illustrare la prestazione in modo immediato agli utenti, saranno impiegate icone ed emoticon.

Per ciò che riguarda la determinazione dei requisiti di rendimento energetico, la principale novità è l’introduzione del cosiddetto fabbricato di riferimento. Dal 1° ottobre la performance di una casa o un alloggio sarà ricavata confrontando l’unità con una sorta di fabbricato “ombra”, in tutto e per tutto analogo al progetto reale, ma composto in condizioni ottimali tenendo conto anche della forma e della ubicazione climatica. A seconda delle differenze che emergeranno dal paragone sarà assegnata la classe di merito.

I contenuti e le 10 classi

L’Ape sarà suddiviso in cinque pagine e, oltre alla fotografia e ai dati dell’edificio, conterrà obbligatoriamente – pena l’invalidità – la prestazione energetica globale (espressa sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile), la classe energetica, la qualità energetica del fabbricato per il riscaldamento e raffrescamento, i valori di riferimento a norma di legge, le emissioni di anidride carbonica, l’energia esportata e le raccomandazioni su come sia possibile migliorare la situazione di partenza e su quali siano le proposte di intervento più convenienti da eseguire.

Come già in passato, la performance complessiva dell’immobile (oppure della singola unità) sarà indicata mediante l’uso di lettere, che vanno dalla A (massimo livello prestazionale) alla G (il livello meno virtuoso). I livelli complessivi saranno 10: i primi quattro faranno tutti riferimento alla lettera A, con quattro gradazioni: da A4 (il più efficiente) ad A1.

Le norme regionali

Grande novità introdotta dal Decreto e dalle linee guida è la decisione di riportare su tutto il territorio nazionale a un’applicazione omogenea del sistema di attestazione energetica, dopo le fughe in avanti degli anni passati da parte di alcune Regioni. Ciò significa che dal 1° ottobre gli edifici saranno classificati sulla base di uno stesso metro di valutazione. Solo le Regioni che hanno recepito interamente la direttiva Ue (pur invitate a conformarsi entro due anni) potranno mantenere un proprio sistema: è il caso della Provincia di Bolzano, che non intende rinunciare a CasaClima, e di quella di Trento, che sta verificando la possibilità di seguire una propria direzione.

Il sistema informativo

Dal gennaio 2016 l’Enea dovrà realizzare e attivare una banca dati nazionale, denominata Siape, per raggruppare in un solo database tutti gli attestati rilasciati sul territorio nazionale. Il sistema sarà studiato in modo da dialogare con i vari elenchi regionali: non solo quelli degli Ape, ma anche i catasti degli impianti termici.

Controlli e verifiche

Se fino ad oggi i controlli, pur previsti, sono partiti nelle Regioni solo in via sperimentale e in genere a campione, ora le verifiche scatteranno d’obbligo su almeno sul 2% degli attestati rilasciati e a partire dalle targhe energetiche che dichiarano classi più efficienti. I certificati falsi saranno invalidati, e per il progettista scatteranno severe sanzioni sia amministrative che disciplinari (fissate dall’articolo 15 del Dlgs 192/2005).

Condividi articolo



Post pubblicato da La Redazione [La Redazione del blog dello Studio Baldazzi]